E non ci posso credere…

… che dopo tutti questi mesi di distanza mi possa ritrovare con le stesse ansie, con la stessa inaccettabile insonnia, con le stesse paure. Le reazioni che quel paese mi provoca sono inesplicabili razionalmente. Pensavo di essere guarita, invece mi ritrovo con gli incubi e le ansie che pensavo appartenessero ad un passato remoto.

E’ che ci si porta i fantasmi dentro, fino alla fine. Come un’intossicazione che ci lascia una cicatrice indelebile nel fegato. Come gli alcolizzati, che rimangono alcolizzati a vita e possono sopravvivere solo non toccando neanche una goccia della sostanza che a loro porta dipendenza solo all’odore.
Allo stesso modo ho capito adesso che mai potrò riappacificarmi con quel paese. Che mi ha portato via vent’anni e mi  ha derubato di ogni illusione. Che mi ha punito per aver voluto dei figli. Solo adesso ho capito che è impossibile essere Zen con chi ti ha prosciugato il cuore.
Un giorno i figli cresceranno, saranno indipendenti ed io finalmente sarò libera di non doverci più mettere piede in quel posto maledetto.
Per ora vorrei solo che fosse già lunedì. E vorrei solo riuscire a dormire.
Senza sogni, al mio solito.

 

38 commenti a E non ci posso credere…

  1. Cri scrive:

    Coraggio, Martina. Passerà la settimana, arriverà lunedì. Vedi com’è la vita, io invece vorrei che questo lunedì prossimo non arrivasse mai. Ma tanto, sia che tu desideri che i giorni volano, sia che io disperatamente cerchi di trattenere il tempo, lunedì arriverà lo stesso, col suo carico di amarezza, sollievo, sofferenza, rimpianto. E lo stesso noi, in qualche modo, andremo avanti. Ti abbraccio, ne ho bisogno, stasera.

  2. Molto mi colpisce quanto scrivi. Non so nulla o pochissimo del tuo passato. Leggo un tuo “pessimismo” apparentemente incurabile.
    Forse l’alcolizzato che non beve può essere come il fumatore che non fuma più. Non fumo più dal 2004; dal giorno in cui fui operato la prima volta; mi considero un “fumatore che non fuma”. Ogni volta che vedo qualcuno che fuma sono preso da un pizzico di sorridente nostalgia condita dal profondo rammarico di non poter, per scelta personale, più tenere una sigaretta fra le labbra.
    L’aver deciso di smettere di fumare mi procurò determinazione e sofferenza.
    Cerco, e forse ci riesco, di sorridere al passato…

  3. Martina scrive:

    @Cri, abbraccio forte anche se in ritardo, ti sto vicina. Il problema mio è che il mio presente va bene e purtroppo viene continuamente “minato” dal passato, che sto cercando di abbandonare al suo destino che è quello, appunto, di essere passato. Il mio presente è tranquillo e rassicurante e ne sono molto protettiva. Viaggi come quello che dovrò affrontare domani intaccano la stabilità che ho raggiunto, sto cercando di consolidare e difendo con le unghie e coi denti. A me i lunedì piacciono, ed anche le domeniche, ed anche i giovedì…. ma qui. Il mio non è un problema temporale, ma di latitudine.
    Un altro, forte abbraccio …

  4. Martina scrive:

    @Quarchedundepegi: tutti gli ex fumatori sono “fumatori che non fumano”. Per quanto riguarda gli alcolizzati…. non esiste neppure il termine “ex-alcolizzati”. L’alcolizzato è per sempre, è un alcolizzato che non beve.
    Il mio problema, come ho scritto a Cri, è che io non ho alcuna intenzione di sorridere al mio passato. Non c’è nulla da sorridere. Il passato è lì dov’è, bell’è che andato. Io voglio solo il presente. Nonostante il miei tentativi di “fortitudine”, ogni volta che gli spettri della mia prima vita (di cui non hai perso niente dato che mi imbarazza alquanto) riemergono, il mio fisico risponde somatizzando in modo incontrollabile. Devo fare un viaggio che non voglio fare, in un luogo in cui non vorrei più mettere piede. Non ho mai nascosto la mia vulnerabilità, diciamo che ho adottato meccanismi di difesa che funzionano bene e che non voglio vedere intaccati.
    Passerà anche questa, un saluto.

  5. quarchedundepegi scrive:

    Forse l’hai già letta. Ti può essere utile:

    Il passato è passato. Fanne tesoro e lascialo andare. Neppure il futuro è qui. Fa’ pure dei piani per il futuro, ma non sprecare il tuo tempo a preoccupartene. Non vale la pena preoccuparsi. Quando avrai cessato di rimuginare ciò che è già accaduto, quando avrai cessato di preoccuparti di ciò che potrebbe accadere, allora sarai calato nel momento presente. Allora comincerai a sentire gioia nella vita.
    (Thich Nhat Hahn)

    Per quanto riguarda i fumatori, ci sono molte persone che fumano ma non sono veri fumatori per cui quando smettono non fanno alcuna fatica e non sono veri ex-fumatori.

  6. Martina scrive:

    Thich Nhat Hahn è un mito, ho molti suoi libri. Del futuro non mi interessa nulla, non faccio programmi di nessun tipo (ho scoperto che si vive benissimo, in quest’ottica). Il passato non lo voglio neppure. Il problema è proprio questo: io non voglio nulla del mio passato ma questo, puntualmente ritorna come uno zombie. Voglio solo il mio presente ed essere lasciata libera di viverlo a mio piacimento…. chiedo troppo?

  7. Luz scrive:

    Sì Martina, è proprio come scrivi, ed è inutile che io ti menta come a un bambino a cui devi addolcire la realtà. L’unica consolazione è che il lavoro che fai su te stessa sbriciola lo stato superiore di quella pietra che hai dentro e che negli anni riuscirai a vedere rimpicciolita in modo da sopportare il leggero dolore che ti causerà. Ho fantasmi e nemici diversi dai tuoi, i miei li ho generata io stessa e quando hai il nemico in casa buttarlo fuori dalla porta è quasi impossibile. Ma a me sembra che da quando sei tornata in Italia hai tirato fuori una grinta ed anche quell’allegria che solo il disperato sa trovare in se stesso, che certo non sei disarmata di fronte al dolore. Sai che poi hai tante persone che ti vogliono bene e possono lenire le ferite.
    Per ora il mio abbraccio e una carezza sul tuo visetto, che dici, ti fanno già bene?

  8. Martina scrive:

    Ciao Luz, ricambio fortissimamente l’abbraccio (sì, fa già bene ;) ).
    Hai descritto la situazione al millimetro, non riuscirei ad aggiungere altro. Parola per parola, non fa una grinza :)

  9. rossaura scrive:

    Spero che il tempo ti sia leggero e che tu abbia qualche libro piacevole da leggere e qualche sorpresa che non era prevista e piacevole, magari capita anche se non te l’aspetti. E lunedì arriverà e anche questo sarà passato, forse questa viaggio potrà far bene a qualcuno o forse anche no, ma le cose non si possono prevedere e tu non farti prendere la mano dalla tristezza, tornerai a casa e questa volta è proprio casa.
    Un abbraccio Ross

  10. Martina scrive:

    Grazie Ross, è proprio quello che mi ha appena detto anche un amico di vecchissima data. La tua casa è qui. Adesso vado a mettere due cose nella mia vecchia valigia, inclusi un paio di libri. e me ne vado a dormire. Domani Linate, presto. e vorrei tanto invece avere uno dei miei studenti teste di rapa che non impara una parola di inglese nemmeno a trapanarglela dentro. Che tenerezza che fanno. Sono tornata a casa dal lavoro stasera ed ho trovato una busta sul cuscino. Mia madre che ci aveva messo dentro qualche soldo per il viaggio (con la complicità della nipote), ha paura che salti i pasti, sa che queste cose io le faccio ancora. E mi sono messa a piangere come una cretina, davvero come una cretina.
    Home is here. Per sempre.
    Ci sentiamo al ritorno, vi abbraccio forte.

  11. MadDog scrive:

    Buon viag…….. no.
    Buon ritorno, invece.
    Ecco. ;)

  12. cavaliereerrante scrive:

    Portaci presto notizie buone, @Martina … se puoi !!! :-)
    Qui è dolcissimo restare, aspettandoti sempre …
    @Bruno

  13. Martina scrive:

    Sono ancora qui (virtualmente) non temete ;) Sto per andare a dormire, sono stati due giorni molto intensi, sia fisicamente che emotivamente, la stanchezza è tanta. Conto le ore che mi separano da lunedì….

  14. cavaliereerrante scrive:

    Anche noi … @Martina !
    Un abbraccio !!!! :-D

  15. sabby scrive:

    lunedì è vicino!!!
    capisco bene e ti abbraccio!

  16. kalojannis scrive:

    Affondiamo l’isola!!! ;-)

  17. Martina scrive:

    Siete molto carini. E’ quasi finita, per fortuna, torno domani, ma come prevedevo da quest’esperienza ne sono uscita a pezzi. Mi ci vorrà un po’ per rimettere i cocci di nuovo assieme.
    Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato con tonnellate di messaggini e varie…siete stati il mio punto di contatto con la realtà. Ora vado a dormire, domani 12 ore di viaggio….

  18. Lisa72 scrive:

    Buongiorno Martina,
    spero che adesso che stai tornando a casa, magari per l’ultima volta, tu possa scaricare le spalle e l’anima dal peso che questi anni e questa nazione ti hanno caricato; spero che adesso tu possa vivere una vita più lieve assieme alla tua splendida figlia; spero che la primavera che, prima o poi, inonderà l’Italia inondi anche il tuo cuore e il tuo animo facendo rifiorire soltanto belle sensazioni e ottimi sentimenti.
    Un carissimo abbraccio
    Lisa

  19. Martina scrive:

    Grazie Lisa. La tua presenza (troppo rara ;) ) su questo blog mi porta una bella brezza primaverile. Sono qui, esausta, talmente stanca che non trovo gli aggettivi, sul mio divano. Da domani si ricomincia, lavoro, bollette, routine. E tutto suona così bello…

  20. Lisa72 scrive:

    Cara Martina, la mia presenza è assidua solo che mi mostro raramente: a volte perché altri meglio di me hanno già espresso il mio pensiero e altre perché dubito che possa arricchirti in alcun modo. Sappi che comunque sempre ti riservo un abbraccio e un pensiero speciale e ogni volta che approdo qui ho la speranza di leggervi buone nuove :)
    Ti abbraccio, anzi, abbraccio e te e tua figlia forte forte.

  21. sabby scrive:

    allora..siamo a mercoledì, come stai???

  22. Martina scrive:

    Grazie Sabby e tutti gli altri, la mia assenza è dovuta al fatto che ci sono giorni interi, tipo ieri, in cui per motivi di lavoro non posso accedere al computer…. proprio mancanza di tempo. Ma vi assicuro che questa scorza spessa un metro è dura da perforare e quando avviene è solo una scalfittura superficiale che si rimette a posto in fretta. Prometto di scrivere al più presto…. prestissimo, prometto ;) Vi abbraccio.

  23. Mario scrive:

    Aspetto semplicemente il tuo sorriso.

  24. Martina scrive:

    Ciao Mario, faccio Canossa per l’assenza di mie notizie… per vostra sventura mi farò sentire al più presto e farò invasione di campo nella mia città preferita in assoluto ;)

  25. kalojannis scrive:

    Un lavoro che non ti permette di accendere il computer???
    Ehi, chi è che ti schiavizza in questo modo? :-D

  26. Martina scrive:

    “Schiavizza” è il termine giusto, ma per altri motivi ;) Comunque, essendo insegnante, quando lavoro non posso proprio fisicamente :) a volte ci sono le lavagne interattive nelle classi, ma per ovvi motivi le posso usare solo a fini didattici, guardarmi i commenti sul blog lì sarebbe leggermente, ehm, imbarazzante :D

  27. kalojannis scrive:

    Anni che ti seguo e non ho davvero capito niente… ero convinto facessi la psicologa :-(

  28. Martina scrive:

    No caro Kalos, magari. Il mio curriculum è molto frammentato, a causa di scelte sbagliate fatte in passato. La scelta più errata di tutte fu sacrificare la carriera per il progetto della famiglia che infece fallì miseramente. La carriera non sarebbe fallita invece, il senno di poi ;) Ero traduttore, un mestiere molto bello, lavoravo per multinazionali. Poi ho preso una laurea in psicologia ed ho cominciato una carriera accademica, cercando di ricostruirmi dopo il fallimento dei miei progetti. Anche quello un mestiere molto bello, peccato per la recessione planetaria ed i tagli alla ricerca (in tutt’Europa). Mi sono ritrovata ultraquarantenne precaria, disoccupata ed a lavorare in call centre per sopravvivere. Ora sono qui, sempre precaria, ma almeno circondata dal cuscino degli ammortizzatori sociali famigliari, la solita storia italiana ma che almeno, alla mia veneranda età di 46 anni, mi fa finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ora che non devo più saltare i pasti ed ho dato una sicurezza al futuro già incerto dei miei figli, sto cercando di recuperare la qualità della vita. Vorrei vacanze regolari, weekend tutti per me, turni di lavoro dignitosi. Anche quello arriverà, passo dopo passo. Il mio obiettivo è di arrivare al mio cinquantesimo compleanno vivendo come una persona “normale”. Ovvero, in modo dignitoso, sereno, circondata da affetti, in grado di togliermi qualche piccolo sfizio di tanto in tanto. Ed allora potrò rilassarmi la sera sul mio bel divano violetto, con una bella tisana fumante in mano tirando un sospiro di sollievo dicendo: è fatta.
    Molti sogni li ho messi nel cassetto, ovvero la carriera accademica è bell’è che andata, mi sono svegliata troppo tardi. Però mi piacerebbe tornare a tradurre e a scrivere, concludendo la mia travagliata vita lavorativa in questo modo sereno e rassicurante. Ci sto lavorando.
    Eccotela tutta per te, la mia vita lavorativa in un commento (beh mancano altri pezzi ma te li ho tralasciati :D ) ;)

  29. kalojannis scrive:

    Mi ricorda il percorso di qualcun altro… rima o poi ci incontreremo per quel famoso caffé, vero? ;-)
    Se posso permettermi (e penso di potere) naviga a vista ma non mollare i tuoi sogni… in rete ci sono diverse riviste online (più o meno affidabili) alle quali potresti inviare i tuoi articoli scientifici… poi, non si sa mai.
    E per quel che riguarda le traduzioni, ti posto un indirizzo in separata sede ;-)

  30. Diemme scrive:

    Cara Martina, tu continui a dire che la tua vita è un fallimento a causa di passati errori, io invece vedo la grandezza nell’essersi rialzata ogni volta. Non esiste un essere umano che non sbagli e, soprattutto, non esiste persona che possieda la sfera di cristallo.

    Il vero successo consiste non nel non cadere, ma nel rialzarsi una volta in più di quelle che si è cadute.

  31. Martina scrive:

    Non ho detto che la mia vita è un fallimento. La mia esperienza in Irlanda ed il mio progetto famiglia sono stati un fallimento. Il che non corrisponde all’interezza della mia vita. Per fortuna.
    Sinceramente non ci vedo nessuna grandezza nell’essermi fatta infinocchiare da varie persone. Cosa che per fortuna non avverrà più.
    La mia vita presente è tutt’altro che fallimentare.

  32. Diemme scrive:

    Non ho detto che c’è grandezza nell’essersi fatti infinocchiare, la grandezza è nell’essere andati avanti e con un atteggiamento sempre assertivo.

    Per quanto riguarda il progetto famiglia, il suo fallimento è un po’ il male comune della nostra generazione: probabilmente siamo semplicemente incappati in un periodo di forte transizione, e ne abbiamo pagato il conto.

  33. Quarchedundepegi scrive:

    Ho pochissimo tempo ma non posso fare a meno di “applaudire” quanto ha scritto Diemme.
    PER FORTUNA SBAGLIAMO E… PER FORTUNA CI RIALZIAMO.

  34. cavaliereerrante scrive:

    Concordo con @Diemme e @Quarche … il che mi consente di citare un bellissimo film con @Humphrey Bogart, il grande Attore ( e soprattutto, il mitico Uomo che tanto ha inciso sulle generazioni venute dopo di lui … ) americano, “SOLO CHI CADE, PUO’ RISORGERE” !!! :-)
    La tua grandezza @Martina ( anche se Tu, non la ammetterai mai … conosco ormai la tua modestia che è pari alla tua sincera e veemente dialettica ), sta proprio in questo : schiacciata sei rinata dalla cenere, caduta sei risorta … e conoscendo le esperienze che hai attraversato in Irlanda ( e per quasi vent’ anni poi …. ) mi permetterai di affermare, con l’ orgoglio e l’ affetto di un amico ( questo, è innegabile da parte mia …. ) ma anche con la ragione nuda e cruda di chi osserva da vicino, e dritto negli occhi, la vita, CHE USCIRNE FUORI COME TE, NON E’ DA TUTTI ED ANCOR MENO DA TUTTE”, specie se l’ esperienza infernale si sia svolta in un paese straniero ed estraneo, con leggi straniere ed ostili nei confronti di una “non irlandese” che lottava per i propri diritti di donna, di mamma e di persona !!!!
    Dunque, come diciamo a Roma : “A @Martì, stacce ! Sei granne e sei puro ‘na bbella persona …. e mica è facile acchjappa’ ‘na donna come tte ” ! :mrgreen:
    @Bruno ….

  35. Martina scrive:

    Caro Bruno, capisco l’affetto ed il trasporto che ti caratterizza ma parlare di grandezza nei miei riguardi, sinceramente… a parte la taglia fisica :lol: , io sono profondamente convinta che buttare via vent’anni nella totale cecità della situazione e con enormi dosi di autolesionismo non ha nulla di grande… per quanto riguarda me adesso, beh mi considero un persona normale, che non ha nulla di speciale. Lavoro, mi barcamento tra le difficoltà quotidiane di tutti coloro che hanno figli, ho anche qualche soddisfazione e cerco di circondarmi di qualche piacerino ;) Non rinnego più le mie emozioni e la mia personalità, mi incazzo quando mi devo incazzare, mi riposo quando mi devo riposare. Vivo un momento particolare della mia vita, di grande ricostruzione ed sto raggiungendo l’equilibro che forse era possibile solo accondiscendendo la mia natura primaria, quella di donna single, lavoratrice e con dei progetti quotidiani (ribadisco, non a lunga scadenza). Come ho detto ci sono difficoltà, si cade e ci si rialza, ma è quello che fanno tutti, no? Soprattutto, non sono più sola ed isolata, e questo fattore, a soli pochi mesi di distanza dalla mia “vita precedente” sta già portando ENORMI risultati. La vita semplice, appunto.
    Un abbraccio ;)

  36. cavaliereerrante scrive:

    Eh eh eh …. non sei grande, davanti agli occhi miei, “poichè hai sbagliato ( dici Tu … ) le tue scelte ed hai buttato al secchione 20 anni circa della tua vita” …. ennò, per questo non sei nè grande nè piccola, bensì semplicemente fragile, umana e quindi debole come ognuno di noi .
    Il mio giudizio su di te, d’ accordo “personale e opinabile” se vuoi ( ma certamente, come ho ribadito sopra, non dettato dall’ affetto indubbio e dall’ apprezzamento che nutro nei tuoi confronti ), quel mio esprimere parole come “grande donna, grande persona” nei tuoi confronti è stato motivato da quel tuo uscire dall’ inferno “straferita” ma non vinta, e quindi ancora in grado di riprendere per mano la tua vita con tutta la tua potenzialità ( e la tua cultura … lo vogliamo dire, finalmente ??? ) per dispiegarla ancora non indegnamente .
    D’ accordo, hai deposto non poca parte dei tuoi sogni ( “per ora” penso, e questo non lo puoi sapere nemmeno Tu se “per sempre o fino a quando” ), insegui e apprezzi ( giustamente ) la semplicità del vivere, il poter e voler fare “piccoli passi per volta”, accudendo a te stessa ed alla tua ragazza senza fare voli pindarici, tuttavia questo, amica mia, rafforza la mia visione della tua grandezza, e non già per la tua statura :-) , ma per il tuo valore intrinseco di persona !
    Ti pare poco, dopo aver sentito le fiamme dell’ inferno e dell’ angoscia ???
    A me no, anche se le ferite rimangono sulla tua carne, non già sulla mia !
    Ricambio con gioia il tuo abbraccio …. ma …. ehmm …. dopo averti fatto salire su una scaletta con almeno “tre gradini” !!!! :mrgreen:
    @Bruno ….

  37. rossaura scrive:

    Vedi Martina, se ci pensi cose su cui si parla oggi, poco più di un anno fa erano impensabili. Anche la quotidianità difficile, complicata e incompleta è già un progresso indescrivibile dell’incertezza di quel tuo passato.
    Sei una donna in miniatura, ma resistente ;-) dovresti far festa (una festa tutta tua e speciale) il 25 aprile festa della resistenza e della liberazione… capirai hai effettivamente spezzato delle catene mentali e sentimentali che nemmeno Ercole ce l’avrebbe fatta.
    Non ci hai nemmeno parlato del risultato di questo viaggio, se risultato c’è stato. Non ci hai nemmeno fatto ridere un po’ sul merluzzo… ma che è, questi personaggi da leggenda, hanno perso il loro ridicolo? :-) Beh dai, rispetto il tuo silenzio, niente di quello che farai in futuro sarà un fallimento, perchè bene o male ora vivi nel migliore dei modi che ti è consentito.
    Un abbraccio

  38. Martina scrive:

    @Ross, cara, purtroppo non c’è nulla di ridicolo in quei posti ed in quella gente. Quello è ancora un luogo di dolore, un luogo completamente privo d’amore. Quindi sterile. I luoghi sterili non portano risultati di alcun tipo. Non ci sono personaggi da leggenda lassù. Solo persone che vivono senza il concetto di amore e di solidarietà.
    Esattamente un anno fa vivevo in questa sterilità, appunto. Vivevo completamente senza amore e l’unica emozione che mi concedevo era il dolore.
    Dodici mesi sono passati e la base della Piramide di Maslow l’ho ottenuta. Un enorme raggiungimento. Ho imparato a difendermi e non sono più isolata, neppure per un attimo. Ho, praticamente, raggiunto gli standard di normalità che molti danno per scontati.
    Non c’è nulla da raccontare di quel viaggio perché tornare in quei posti per me significa tornare indietro nel tempo. A tutte le cose che sai. E mi sembra ogni volta di essere su un altro pianeta, perché un tipo di vita senza affetti e tenerezza per me adesso è inconcepibile.
    Ma ce le racconteremo di presenza queste cose, eh? Ora che il tempo si è messo al bello :)

    @Bruno, io ho iniziato una collezione di scale e scalette, per motivi che puoi facilmente immaginare… avrai l’imbarazzo della scelta :D

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